Nel 1022 una decina di chierici della chiesa di Santa Croce ad Orléans fu accusata di dottrine manichee. Con questo termine si intendeva, come in altri casi, le eresie, spesso dualiste, di confusa origine bogomila.
La setta fu involontariamente scoperta grazie ad un prete, Eriberto, cappellano di un nobile francese di nome Arefasto. Eriberto fu istruito ad Orléans da due canonici, Stefano e Lisoio, ma quando cercò di ritrasmettere gli insegnamenti ad Arefasto, quest'ultimo si accorse immediatamente dell'eterodossia della dottrina e ne informò la corte.
Il re di Francia, Roberto II il Pio (972-1031) e la consorte Costanza di Arles convinsero Arefasto ad agire come infiltrato per raccogliere prove sull'eresia della setta, ottenute le quali, fecero arrestare ed interrogare i canonici.
Lasciando stare strane accuse di orge sataniche con sacrifici di bambini neonati, un leitmotiv costante in questi tipi di processi, l'interrogatorio verté sulle dottrine eterodosse dei prelati. I canonici facevano riferimento ad una diretta ispirazione proveniente dallo Spirito Santo, conferito mediante l'imposizione delle mani, e negavano la Trinità, il valore dei sacramenti, la verginità della Madre di Cristo e la passione e resurrezione del Signore. In quest'ultimo punto essi rispolverarono l'antica eresia del docetismo.
Il processo ebbe un epilogo drammatico. Fu respinto un tentativo di linciaggio da parte della folla, ma nulla difese i canonici dall'ira della regina, specialmente quando ella si accorse che la sua guida spirituale, Stefano, faceva parte degli arrestati: in un attacco di collera la regina gli cavò un occhio con la punta del suo bastone.
Dei canonici, solo un prete ed una suora abiurarono, mentre gli altri (tra 10 e 14) furono bruciati sul rogo il 28 Dicembre 1022. E questa fu la prima volta che si bruciavano in Occidente degli eretici sul rogo, un'usanza purtroppo destinata a divenire alquanto popolare nei secoli a seguire. In Oriente la tremenda condanna era già stata usata nel 690 durante la campagna militare, organizzata dall'imperatore Giustiniano II Rinotmeta, per reprimere la setta dei pauliciani. Per completare l'opera, il re fece disseppellire il corpo di un altro canonico, Teodato, morto tre anni prima, e ne fece disperdere le ossa.
Tutta la vicenda ebbe anche una vittima politica: il vescovo di Orléans, Thierry fu deposto dal re per non essere intervenuto tempestivamente per stroncare quest'eresia.
Ma il fatto più curioso, legato a quest'episodio, avvenne ben 866 anni dopo: il massone e spiritista Jules Doinel scoprì in una biblioteca di Orléans un manoscritto del canonico Stefano e dallo studio del testo, egli prese l'idea di fondare una Chiesa gnostica nel 1890.